La nostra storia / Genova

Tutto è iniziato da una scelta.

Prua al Sole · Genova

Una storia di fiducia, responsabilità e lavoro artigianale, iniziata con pochi mezzi e cresciuta un progetto alla volta.

André Robles Bueno a bordo durante una lavorazione
André Robles Bueno

La mia storia nasce tra la fine del 2020 e l’inizio del 2021. In quel periodo frequentavo l’Accademia di Belle Arti di Genova e lavoravo part-time in cantiere. In famiglia stavamo attraversando un periodo difficile e sentivo che serviva qualcosa di più.

Un amico mi propose un lavoro stabile nel settore della fibra ottica: uno stipendio sicuro, una strada semplice, una certezza. Sembrava la scelta più logica. Decisi di non accettare. Non potevo saperlo, ma appena un mese dopo quella stessa azienda fallì e il mio amico perse il lavoro.

Dall’altra parte avevo una strada molto più incerta: provare a costruire qualcosa partendo dall’esperienza di mio padre, che da anni lavorava nella tappezzeria nautica. Scelsi quella strada. Scelsi di provarci.

Un mestiere da imparare

All’inizio conoscevo pochissimo della tappezzeria. Avevo aiutato mio padre qualche volta nelle installazioni e lo avevo visto lavorare nei porti di Genova e fuori città, ma non sapevo ancora cucire davvero, realizzare una dima, scegliere correttamente i materiali, preparare un preventivo o gestire un cliente dall’inizio alla fine.

Quando mio padre perse il lavoro, gli dissi: “Tu hai già fatto tanto. Dammi la tua esperienza e i tuoi consigli. Io provo a costruire qualcosa di mio.” Aprii così la mia attività.

Da quel momento iniziai a imparare tutto: cucire, realizzare le dime, conoscere i materiali, preparare preventivi, organizzare entrate e uscite e soprattutto capire cosa significasse davvero prendersi la responsabilità di un lavoro.

Mio padre fu fondamentale, ma cercavo di imparare ovunque potessi. Studiavo online, guardavo video, osservavo altre aziende e ascoltavo chi aveva più esperienza di me. Sono stato fortunato, perché molte persone, vedendomi giovane e con voglia di imparare, mi hanno dato consigli che ancora oggi porto con me. Ogni consiglio era un piccolo pezzo da aggiungere. Un sassolino da portare a casa.

Le prime persone che hanno creduto in me

All’inizio avevo pochissimi mezzi. Una parte dei pochi risparmi disponibili serviva per sistemare gli arretrati dell’affitto di casa. Allo stesso tempo avevo bisogno di un laboratorio per iniziare davvero a lavorare.

Parlai direttamente con la proprietaria di casa e le dissi: “Le do quello che posso subito. Se si fida di me, nel corso dell’anno riusciremo a sistemare tutto.” Lei decise di fidarsi.

Poco dopo parlai con il proprietario del laboratorio. Anche con lui fui completamente trasparente: potevo versare soltanto un piccolo acconto e avevo bisogno di tempo per pagare il resto. Anche lui si fidò.

Quelle persone decisero di credere in me quando avevo ancora pochissimo da mostrare. E quella fiducia diventò una responsabilità enorme.

Undici mesi

Quei primi undici mesi li ricordo ancora benissimo. Lavoravo tanto e mio padre, quando poteva, veniva ad aiutarmi, a darmi consigli e anche semplicemente a sollevarmi il morale.

Avevamo preso una macchina da cucire a rate e lavoravamo con quello che riuscivamo a permetterci: pochi filati, materiali essenziali e strumenti semplici, molto diversi da quelli che utilizziamo oggi. Per diversi mesi non riuscii nemmeno a permettermi una macchina. Materiali, coperture e cuscini venivano trasportati come si poteva. Ogni spostamento richiedeva organizzazione e ogni problema ci obbligava a trovare una soluzione.

Dopo circa sei-otto mesi di lavoro riuscii finalmente a comprare una macchina usata. Non era nulla di speciale, ma per me rappresentava tantissimo: significava poter raggiungere più facilmente i porti, trasportare i lavori e diventare un po’ più autonomo.

Poco alla volta le cose iniziarono a muoversi. Un cliente ne portava un altro, un consiglio migliorava il lavoro successivo e una mano tirava l’altra. In soli undici mesi riuscimmo a ripagare tutto e tutti: i debiti della famiglia, gli impegni presi e le persone che avevano deciso di fidarsi di noi.

Ancora oggi considero quel momento uno dei traguardi più importanti della nostra storia. Non soltanto perché riuscimmo a saldare dei debiti, ma perché riuscimmo a mantenere le promesse che avevamo fatto.

La telefonata che non dimenticherò mai

Nei primi tempi i clienti dovevo cercarli. Lasciavo biglietti da visita, parlavo con le persone, entravo nei porti, mi presentavo e cercavo semplicemente di farmi conoscere. In fondo una parte di me è rimasta così ancora oggi: continuo a cercare opportunità, perché credo che un’azienda non debba mai sentirsi arrivata.

Ricordo ancora uno dei miei primi lavori importanti. Un cliente mi chiamò e andai subito a fare un sopralluogo. Mi chiese un tendalino e un bimini. Per me, in quel momento, era un lavoro enorme. Gli dissi che gli avrei fatto avere il preventivo in giornata.

Il giorno dopo arrivò la telefonata: “Ho accettato il preventivo.” Ero in macchina e mi misi a piangere. Non soltanto per il valore del lavoro, ma perché qualcuno aveva deciso di fidarsi di me.

Forse su quel lavoro guadagnai poco, forse anche meno di quanto avrei dovuto. Ma in quel momento non mi importava. Volevo dimostrare che quella fiducia era stata ben riposta. Portammo a termine il lavoro, il cliente rimase soddisfatto e successivamente ce ne affidò altri.

Da lì iniziò il passaparola. Un cliente ne portò un altro. Un porto portò a un altro porto. E, lavoro dopo lavoro, iniziammo davvero a farci conoscere.

La parola data

All’inizio non avevamo grandi mezzi con cui distinguerci. Non avevamo una sede importante, attrezzature sofisticate o decenni di storia alle spalle. Avevamo però alcune cose semplici: puntualità, precisione, cura del lavoro e rispetto degli impegni presi.

Da lì nasce uno dei valori più importanti della nostra azienda: la parola data ha un peso. Quando prendiamo un impegno con un cliente, quella promessa diventa una responsabilità.

Può esserci un imprevisto. Può capitare di dover lavorare più del previsto, anche di notte. Può essere necessario trovare una soluzione che ancora non conosciamo. Ma se abbiamo dato la nostra parola, facciamo tutto ciò che possiamo per rispettarla.

Non è uno slogan. È il modo in cui siamo cresciuti. Ed è un principio che vogliamo rimanga nel DNA dell’azienda.

Crescere significa continuare a imparare

Negli anni ho iniziato a lavorare sempre di più nei cantieri e a confrontarmi con professionisti di moltissimi settori: falegnami, acciaisti, tubisti, elettricisti, meccanici, resinatori, specialisti del teak, professionisti della manutenzione, marinai e comandanti.

All’inizio molti vedevano un ragazzo giovane e inesperto. Proprio per questo, fortunatamente, tanti hanno deciso di darmi un consiglio. Ho sempre cercato di non sprecarne nemmeno uno.

Ogni persona mi lasciava qualcosa: un modo diverso di affrontare un lavoro, una correzione, un dettaglio che non avevo considerato. Un consiglio alla volta, la mia conoscenza del settore cresceva insieme all’azienda.

Lavorare sempre più nei cantieri mi ha permesso di vedere la barca nel suo insieme e di capire quanto siano collegate tra loro competenze apparentemente diverse. Da qui è nata una visione più grande.

Dalla tappezzeria allo Yacht Service

Con il tempo mi sono accorto che il cliente spesso non ha bisogno soltanto di un tappezziere. Ha bisogno di qualcuno che sappia ascoltarlo e indirizzarlo.

Può avere bisogno di una lavorazione sull’acciaio, di un intervento sul teak, di una tenda, di una stampa, di un ricamo, di una riparazione o di un professionista completamente diverso. Da questa esperienza nasce il progetto che stiamo costruendo oggi: una rete di specialisti coordinata da un’unica azienda.

Vogliamo che il cliente abbia un unico punto di riferimento, dalla prima telefonata fino alla fine del lavoro: richiesta, sopralluogo, preventivo, scelta dei materiali, lavorazione e consegna.

Voglio mantenere personalmente una supervisione sul progetto perché il modo in cui siamo nati — responsabilità, attenzione e rispetto della parola data — deve continuare a esistere anche quando un lavoro coinvolge altri professionisti.

Non vogliamo essere semplicemente una tappezzeria. Vogliamo creare una realtà capace di unire tappezzeria nautica, tappezzeria d’arredo, automotive, tende e dehors e altri servizi che cresceranno insieme all’esperienza e alle persone che entreranno nel progetto. Questa è la nostra idea di Yacht Service.

Il nostro nuovo spazio

Oggi quella piccola realtà nata con pochissimi mezzi è arrivata a un nuovo traguardo. Il 12 settembre 2026 apriremo il nostro nuovo spazio di circa 115 metri quadrati.

Non sarà soltanto un negozio. Vogliamo che sia un luogo nel quale il cliente possa entrare, raccontarci la propria idea, vedere e toccare i materiali, confrontare i tessuti e capire concretamente come nascerà il proprio progetto.

Una parte sarà dedicata all’esposizione e alla consulenza. Ma nella parte interna continuerà a vivere ciò da cui è iniziato tutto: il laboratorio.

Per noi è un grande traguardo. Ma soprattutto un nuovo punto di partenza.

Oggi non sono più solo

Una delle differenze più grandi rispetto all’inizio è che oggi non sono più solo. Con me c’è Ilaria, che gestisce il primo contatto con i clienti e coordina le richieste. C’è Lorenzo, un mio vecchio compagno di classe, che ha già maturato esperienza nel settore e che entrerà stabilmente nel team. C’è la mia compagna, che collabora con l’attività.

Ci sono inoltre professionisti e specialisti esterni che stanno permettendo a questa idea di diventare sempre più grande. Nel tempo arriveranno nuovi volti e nuove competenze.

Quello che vogliamo costruire non deve crescere intorno a una sola persona. Deve crescere intorno a una squadra.

L’arte dentro il mestiere

C’è poi qualcosa che mi porto dietro dall’Accademia di Belle Arti: un modo particolare di osservare le cose.

Per me una lavorazione non deve essere soltanto tecnicamente corretta. Può essere anche bella, avere carattere ed essere personale.

Una cucitura, una forma, un particolare, un accostamento di materiali o una soluzione pensata appositamente per quella barca possono trasformare una lavorazione funzionale in qualcosa che appartiene realmente al cliente.

Non vogliamo limitarci a replicare ciò che è già stato fatto. Vogliamo ascoltare ciò che il cliente immagina e, quando possibile, trasformarlo in qualcosa di suo.

La nostra storia è ancora all’inizio

Non abbiamo cinquant’anni di storia e non vogliamo fingere di averli. Quello che possiamo raccontare è ciò che abbiamo vissuto davvero.

Siamo partiti con pochissimi mezzi: un laboratorio semplice, una macchina da cucire, l’esperienza di mio padre e alcune persone che hanno scelto di fidarsi di noi quando avevamo ancora poco da mostrare.

Abbiamo imparato. Abbiamo sbagliato. Abbiamo ascoltato. Abbiamo lavorato. Abbiamo investito. Siamo cresciuti. Oggi stiamo provando a costruire qualcosa che, quando abbiamo iniziato, probabilmente non avremmo nemmeno immaginato.

Non sappiamo ancora dove arriveremo. Ma sappiamo perfettamente da dove siamo partiti. Un passo alla volta. Un lavoro alla volta. Un consiglio alla volta. Un sassolino alla volta.

Continuiamo con lo stesso principio con cui tutto è iniziato: se qualcuno decide di fidarsi di noi, faremo tutto ciò che possiamo per meritare quella fiducia.

Principi di lavoro

Precisione senza distanza.

Premium non significa ostentato. Significa cura delle decisioni, chiarezza del processo e qualità percepibile nei dettagli.

Ascolto

La richiesta viene letta nel contesto reale della barca e del cliente.

Trasparenza

Alternative, limiti e punti ancora da verificare vengono dichiarati prima.

Responsabilità

Ogni fase è collegata alla successiva, fino alla verifica a bordo.

Il metodo

Dal rilievo all’installazione.

Una sequenza chiara riduce ambiguità e rende il lavoro controllabile. Fotografie, misure e campioni aiutano a condividere ogni decisione.

Artigianato contemporaneo

La tecnologia resta uno strumento.

Serve a raccogliere meglio le informazioni, confrontare scelte, documentare passaggi e comunicare con il cliente. Il valore finale resta nel progetto e nella sua esecuzione.

Metodo Prua al Sole

Ascolto

Partiamo dall’uso reale della barca, dalle priorità e dai vincoli.

Metodo Prua al Sole

Rilievo

Misure, geometrie, attacchi e condizioni vengono letti a bordo.

Metodo Prua al Sole

Progetto

Definiamo costruzione, dettagli e sequenza prima della lavorazione.

Metodo Prua al Sole

Materiali

Campioni e accessori vengono scelti in funzione del progetto.

Metodo Prua al Sole

Realizzazione

Taglio, confezione e controllo avvengono con cura artigianale.

Metodo Prua al Sole

Installazione

Montaggio, verifica finale e indicazioni per la manutenzione.

Il tuo progetto può partire da una foto

Parliamo direttamente del tuo progetto.

Mostraci cosa vuoi realizzare. Possiamo partire da qui.

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